Voucher per l’infanzia, alternativa al congedo parentale

La legge di stabilità ha prorogato per tutto il 2016 la possibilità per le madri lavoratrici di beneficiare, al termine del periodo di maternità obbligatoria, del contributo per sostenere il costo dei servizi dell’infanzia.

Per effettuare la domanda bisogna compilare la procedura on line sul sito dell’ Inps entro il 31 dicembre 2016, o comunque fino a esaurimento delle risorse stanziate.

Sono le madri lavoratrici (anche adottive o affidatarie), dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro, oppure collaboratrici iscritte alla gestione separata, a poter usufruire di questa opportunità, che prevede un contributo di 600 euro mensili da utilizzare per massimo 6 mesi negli 11 successivi al congedo obbligatorio di maternità.

In caso di lavoro a tempo parziale il contributo si riduce in proporzione alla percentuale di part-time lavorato, mentre le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruirne per un periodo massimo di 3 mesi.

La legge prevede che il contributo per i costi ai servizi dell’infanzia sia in alternativa al congedo parentale ma sono ammesse anche le lavoratrici che abbiano già in parte usufruito di tale congedo. In questo caso il contributo potrà essere richiesto solo per il numero di mesi di congedo di cui non si è ancora usufruito.

Il contributo verrà erogato direttamente alla struttura (in caso di servizi per l’infanzia pubblici o privati accreditati), oppure direttamente alla mamma sotto forma di voucher, in caso di baby sitting e di altri servizi analoghi.

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